VIVERE OLTREFRONTIERA

18 avril 2015

Marsiglia, capitale del mare

Caput mundi. Marsiglia lo è stato per qualche giorno a fine marzo. Vi sono arrivati infatti i responsabili della « pastorale del mare » per il loro incontro mondiale. Non si è fatto a Roma, come di solito. Ma per la prima volta nel porto più grande del Mediterraneo, fondato dai greci nel VI secolo prima di Cristo. Il prossimo anno, sarà ancora più lontano, a Sidney.

 

« Andare alla periferia » è la parola d’ordine di papa Francesco. È stata presa sul serio dal Pontificio Consiglio della Pastorale del mare e dal suo segretario generale, Bruno Ciceri. Uomo concreto, milanese, dalle visioni grandi e strategiche e dalla lunga esperienza nei mari delle Filippine e di Taiwan, ancorato attualmente al Vaticano. Tuttavia, rimane animato da una incredibile passione per il mare, per i marittimi e i pescatori. « Il mare ce l’ho dentro » vi dirà sicuro.

 

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06 avril 2015

festività pasquali

«Parlami di Dio», dissi al mandorlo.

E il mandorlo fiorì.

[Nikos Kazantzakis]


mandorlo

 

 

 

Buone feste pasquali di fioritura
dei vostri progetti o impegni
dai missionari scalabriniani di marsiglia 

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03 mars 2015

pubblicazione EMI Bologna

 

 

Dio attende alla frontiera, ultima edizione

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Quando Vangelo rima con rifugiati...

banlieue

 

Parrocchie povere alla periferia di Marsiglia, ma cariche di un’umanità che sa aprirsi ad ogni cultura. Nel giorno di un addio, come sempre, si ritrova il senso del proprio cammino…

 

Le Canet, « il canneto » forse per le sue origini, è un quartiere per povera gente della periferia di Marseille. Fa parte dei quartieri nord della città ben conosciuti per povertà, concentrazione urbana, grandi casermoni come « la Marine », disoccupazione, a volte delinquenza. La parrocchia è frequentata da un pugno di cristiani, immersi come sono in una marea di musulmani o di non credenti. La presenza in parrocchia è padre Marcello, missionario scalabriniano, vivace ottantenne di Valdagno, nel vicentino. Conserva sempre intatto il suo carisma : spirito di accoglienza a 360 gradi, animo combattente, analisi lucida e spirito bonario della sua terra.  

 

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candelora

 

 

 

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Originale modo di vivere la festa della Candelora,

festa della luce in una città multireligiosa...

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 La Candelora a Marsiglia è sempre una novità e una tradizione. Ha il sapore del mare, come tutta la città. Il 2 febbraio, infatti, raccoglie alle prime luci dell’alba una folla impressionante sulle rive del vieux port, l’antico porto, nel cuore della metropoli. Il freddo è tagliente, l’aria di mare penetrante.

Arrivano intanto, scendendo dalla basilica di saint Victor un gruppo di giovani, con delle torce accese, portando una preziosa statua di Madonna del XIII secolo, chiamata « Notre Dame de confession » per la testimonianza, cioè la confessione dei martiri. La folla prega, canta sommessamente. Riscalda, così, il cuore. Da tutta Marsiglia si era messa in cammino nel cuore della notte: questa, infatti, é una festa cara a tutti i suoi abitanti. 

 

 

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qui suggestivo servizio foto

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ecumenismo

Marsiglia, un’anima protestante

 

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Incontro con la storica comunità protestante di uno straordinario e attivo porto di mare del Mediterraneo

 

Anne Faisandier, pasteur della comunità protestante in rue Grignan, nel cuore della città accanto al vieux port, ci accoglie con un fare sorridente, familiare. Dirige la comunità da pochi mesi. Il tempio è una bella costruzione di carattere neoclassico dalle linee asciutte, a pianta basilicale. Il nostro gruppo di cattolici dell’unità pastorale della Belle de Mai si guarda attorno quasi spaesato, ma non troppo. L’accoglienza protestante è disarmante. Si annuncia articolata in tre tempi : una breve spiegazione della struttura e della storia protestante, un incontro con la pastora e infine un caffé conviviale. C’est parfait!

 

 


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16 avril 2014

ecumenismo

 

camminare come pellegrini della fede

Walsingham. Un villaggio inglese di quasi mille abitanti, nella verdissima zona del Norfolk, ad est della Gran Bretagna, a pochi passi dal mare. Un santuario medievale alla Vergine, famoso per secoli per i suoi incessanti pellegrinaggi da tutta l’Inghilterra. In seguito, i santuari sono diventati due: quello anglicano al centro del villaggio, il cattolico, invece, in aperta campagna a poche miglia. I nostri italiani, un tempo, arrivando al villaggio dopo un lungo viaggio, facevano spesso le loro devozioni e accendevano un lume in quello protestante... salvo, poi, accorgersene con dispetto, troppo tardi! Quello cattolico, invece, è cresciuto attorno alla Slipper Chapel, una suggestiva, esigua “cappella delle ciabatte” del 14.mo secolo, dove i pellegrini lasciavano le loro calzature per fare gli ultimi passi fino al santuario, a piedi scalzi

 

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29 mars 2014

I responsabili della Pastorale dei migranti delle grandi città d’Europa si incontrano a Vienna 


 
“Da noi, i fiori a un uomo si offrono solo sulla tomba” mi soffia dietro Paola, mentre vater Martin, parroco cattolico, presenta all’imam Senad Kusur un bel mazzo di rose rosse. È per la sua accoglienza fraterna, sorridente, nella moschea bosniaca Hippgasse del centro città, seguita da un abbraccio che commuove. Gesto che si fa insegnamento, quando parte da due leaders religiosi. A Vienna, grande città multiculturale e multireligiosa, si assiste a miracoli come questo. O come quello di veder partire insieme da qui un giovane imam bosniaco e un prete cattolico per incontrare le comunità religiose miste, cristiane e musulmane, di Sarajevo e di Mostar, qualche mese fa. Assiste, stupito, il nostro gruppo, una ventina di responsabili della Pastorale dei migranti nelle grandi città europee, come Milano, Torino, Basilea, Bruxelles, Parigi, Barcelona...

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07 mars 2014

L'Italia capovolta

 

Semplice riflessione sull’arte del sedurre di un leader ai nostri tempi 



Londra, Trafalgar square. Lo senti ridere nel retrobottega, guardandosi la foto. Il responsabile inglese del ristorante non riesce a trattenersi e si eclissa dietro. È appena passata una ragazza italiana, una delle centinaia di giovani che ogni giorno sbarcano a Londra, nella sua maratona quotidiana di curriculum da presentare per un impiego. La foto, quasi un’attricetta in posa, nasconde una pretesa di seduzione. Viene proprio da chiedersi come gli ultimi tempi hanno educato da noi le giovani generazioni... No, qui non si seduce. Anzi non si mette neppure la foto nel curriculum. Si guarda alla sostanza, a quello che sai fare. Altro mondo qui, pragmatico, attento alle cose, ai fatti. La forza della cultura inglese si chiama, appunto, concretezza. 

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31 janvier 2014

londra: giovani

 

Londra: progetto "primo approdo"

 

Sono sempre più numerosi i giovani italiani che si trasferiscono in Inghilterra e nel Galles, specialmente a Londra, con l’intento di effettuare un’esperienza professionale linguistico-lavorativa oppure alla ricerca di nuove opportunità di impiego rispetto a quelle attualmente offerte dal mercato del lavoro dell’Europa continentale. L’esperienza del Consolato a Londra conferma che spesso questi giovani connazionali arrivano nel Paese senza una conoscenza della realtà locale... 

 

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