12_de_outubro_07_009

Processione

a londra

Avanzava barcollando non troppo sicura dei suoi passi, anche se bellissima su un cuscino di fiori bianchi e rosa... A prima vista, le luci di pizzerie e di snack bar, i lunghi profumi di hot dogs, di patatine e di pesce fritto non erano proprio terreno adatto alle sue abitudini. Questa lunga processione serale per le vie di Londra, verso le otto di sera, sembrava un 13 ottobre veramente originale. Tuttavia, la Madonna di Fatima avanzava con quel suo dolce, imperturbabile sorriso a fior di labbra.

Ogni tanto qualche inglese tagliava la processione parlando al telefonino, mangiando sandwich o con tra le dita un pezzo di pollo, noncurante di tutto. Sacro e profano mescolati insieme si affrontavano in maniera aperta. Ma lei sempre materna, misericordiosa: è venerdi sera, qui in Inghilterra si sa, finita la settimana di lavoro ci si scatena ovunque tra birra, alcool e cibi vari... La polizia inglese con il caratteristico nero cappello ovale, faccia seria da Scotland Yard (ma qui i... segreti di Fatima non allarmano), inquadrava la processione con simpatia e con radioline di servizio che strillavano ordini, mentre i rossi bus doppi di Londra ci sfioravano di qualche millimetro. Occasione buona per vedere come tutta la gente dall’interno tirava gli occhi e così quella intenta ai fast food girare insieme la faccia, incuriositi da questa meditativa camminata aux flambeaux, che si snodava per vie cittadine normalmente impegnate nello shopping...

I portoghesi erano fieri di far conoscere alla loro Patrona la città, in cui vivono in una dinamica diaspora. I filippini erano estasiati di poter cantare e pregare compatti sul suolo pubblico. Gli italiani gradevolmente sorpresi di rivivere vecchie tradizioni ormai dimenticate: camminare pregando insieme. Ma soprattutto era la Madonna la più felice di tutti di vedersi così confermata Madre dei popoli. Mamma universale. E di insegnare a questi suoi figli ad avere un cuore aperto, grande, per essere capaci di camminare nella vita con chi viene da altre culture, da mondi diversi...

Era ormai un popolo nuovo, misto, fatto di tre comunità etniche che avanzava in un’unica cordata: gli italiani, i portoghesi e i filippini emigrati a Londra. I loro canti e le loro preghiere in differenti lingue testimoniavano lo spirito di questa iniziativa di ottobre: la fratellanza tra popoli migranti di fronte alla Madre di Dio. Alla fine, dei gesti di tenerezza concludevano la preghiera, fatta di una fede semplice e vera. Con emozione davanti a tutti, padre Giandomenico appende al collo della Vergine il rosario d’argento di Carmen, ormai morente: l’ha offerto tre giorni prima, segno di un incontro imminente con Maria, lassù... E poi le centinaia di fazzoletti bianchi dei portoghesi che spuntano d’incanto, come tradizione vuole, mentre si alza tenerissimo il canto finale di addio alla Signora di Fatima“O Mae, adeus!” Perfino i bambini sventolano un candido fazzolettino di saluto: passare di mano in mano una tradizione religiosa è un insegnamento favoloso di questo popolo.

Terminata la processione, si entra in massa nelle sale della Missione di Brixton Road, dove un gruppo musicale molisano Ecletnica Pagus stava presentando strumenti antichi e splendide musiche; la zampogna, naturalmente, ne era regina. Così, il presentatore, ignaro di tutto, sottolineava subito: “Come sempre i nostri molisani nel mondo arrivano in ritardo...” I portoghesi guardano i filippini sorridendo... Sì, entrare nella cultura dell’altro è una cosa bella: una cosa seria, ma che a volte fa sorridere. E che i migranti, anche nella preghiera, sanno imparare.