LA_MESSA_DEI_POPOLI

messa dei popoli

 

Lunghissimi scendevano maestosamente dalle superbe volte della basilica i tessuti dal colore dei cinque continenti - bianco, blu, rosso, verde, giallo - gonfiati dal peso e come portati da un vento di Pentecoste. Esaltavano, così, un enorme Cristo ligneo sospeso a mezz’aria. L’assemblea di differenti comunità linguistiche, intanto, ascoltava così intensamente le parole della lettera agli Efesini che sembrava quasi le bevesse silenziosamente: “È lui che ha eliminato il muro dell’odio, di due popoli ne ha fatto uno solo...”

 

La nostra Chiesa si scopriva, così, un popolo dai mille volti. Mentre il mosaico delle comunità immigrate presenti viveva la forza e il mistero dell’unico corpo di Cristo. “Non stranieri nè migranti… ma un’unica famiglia di Dio” ripetevano gli striscioni alle colonne, riprendendo festosamente san Paolo in varie lingue. Portoghesi, italiani, filippini, malgasci, uomini e donne di lingua spagnola, francese o inglese celebravano così la loro originalità e, al tempo stesso, la loro comunione. In fondo, la propria cultura riconosciuta, cantata, celebrata insieme.

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