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Fare posto

 

Per me il Natale si riassume solo così: fare posto. Solo facendo posto dentro di noi - nella testa, nel cuore, nella vita - si può celebrare veramente questo giorno. Sono un missionario e da tanti anni emigrante. Insieme ai nostri emigranti che accompagno pastoralmente camminiamo tra tanti altri di differente nazionalità, cultura o religione. Ognuno è una storia diversa di accoglienza e di rifiuto.

Mi domando, a volte, se è possibile comprendere oggi il Natale senza farsi in qualche modo migrante... E questa domanda si fa gigantesca di fronte a un Dio nato in emigrazione, trasformatosi poco dopo in rifugiato, in un fuggiasco, in uno dei perseguitati della terra. Colui a cui tocca far posto alla paura, allo sradicamento, al rifiuto degli altri, come un marinaio in pieno tempesta senza punti di riferimento o di stabilità.

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