messa_a_lusuku

una parola che fa vivere

 

La osservo avanzare lentamente, fare un lieve inchino, presentarsi all’ambone. “Lettera di san Paolo...” Maria, emigrata già dagli anni 60, inizia a leggere, ma solo dopo un lunghissimo respiro. Non legge, proclama. Lentissimamente. Pronuncia una parola dopo l’altra, articolandola come se dovesse raccontare qualcosa a un bambino con un’inflessione, un respiro e un ritmo senza tempo, sospesi nell’aria. Non c’è assolutamente fretta o voglia di concludere. Ogni parola per un bambino è come una finestra che illumina un avvenimento, un sentimento o un’emozione dentro. Sarà importante, allora, prendersi il tempo di affacciarsi.

Per san Paolo ogni parola è un messaggio, come un frutto gonfio di vita rivolto a una comunità riunita. Maria si ferma ogni tanto con un silenzio interminabile. Benefico. “Ogni parola autentica nasce dal silenzio e dal silenzio è custodita.” Pare quasi di capire che ogni parola dell’apostolo è scavata nell’abisso della sua anima, nell’esperienza di lotta di un essere itinerante, migrante come lei. Come lui. Ma c’è anche l’amore alla nostra lingua, nel mare di un’altra che all’estero ti circonda la lingua materna è una terra di salvezza. Un incontro con quello che eri una volta, la tua origine stessa.

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