Educare alla pace

 

“Educare alla pace”. In questo titolo due parole chiave, anzi tre, tracciano il cammino di questo lavoro, come hanno segnato la vita dell’indimenticabile curato di Barbiana. “Educare” mette in luce l’animus squisitamente pedagogico di queste prete di montagna. A differenza di altri preti e dei suoi tempi, lui non predica dal pulpito con il loro stile retorico infarcito di eloquenza antica e di citazioni latine. Preferisce, invece, un altro tipo di comunicazione. Si accosta alla gente. Palpita con i più poveri. Si fa interlocutore di ragazzi incolti e selvatici come le loro capre, in un mondo sperduto dove l’umano e l’animale si ritrovano quasi in simbiosi. Si mette in ascolto della loro vita e della loro dignità. Il maestro ascolta, anzittutto. Per aiutare a diventare “persona”, apertura alla comunicazione e alla trascendenza, a “sviluppare tutte le proprie qualità potenziali”.

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