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Venticinque anni con la valigia, in mezzo ad altri uomini che nei bagagli hanno messo tutta la loro vita; a confronto con culture diversissime, portatore di un bene che è di tutti: il Vangelo. Padre Renato Zilio, originario della Riviera del Brenta, è diventato sacerdote missionario scalabriniano nel 1987, ordinato da mons. Loris Capovilla. Nei giorni scorsi è tornato nella sua terra, per celebrare nella chiesa di Dolo il suo giubileo sacerdotale, con un rito che ha assunto simboli e colori capaci di  descrivere la sua esistenza: una vecchia valigia e un paio di scarpe consumate, un mappamondo, una cesta di datteri, le danze  orientali di un gruppo di ragazze filippine, un grande pane pronto per essere spezzato. Da Parigi a Gibuti, dal Marocco, a Ginevra e ora a Londra. Perché padre Renato ha vissuto il suo ministero in molti angoli del mondo. Il carisma scalabriniano porta infatti i sacerdoti dell'istituto tra gli emigranti italiani in 30 nazioni del mondo (ultimamente anche tra i migranti di altre nazionalità, come i filippini, i latino- americani, i portoghesi).

(da Gente veneta)