un’amara onda lunga

 

arabesque tirolese

 

 Vista dall’estero, con gli occhi dei nostri emigranti italiani, questa sembra essere una triste scena. La parabola della nostra Italia. Sembra di trovarsi proprio sotto la croce del Cristo, mentre i soldati romani giocano a dadi per prendersi a sorte la tunica. Si sta consumando una tragedia e chi ha responsabilità discute d’altro. Così, da lontano, da fuori, sembra la nostra patria.

 Discutere, parlare d’altro o semplicemente parlare attorno a un problema pare essere tipico della nostra cultura. Non quello di risolverlo. Di mettersi all’opera. Ricordo anni fa in Francia, mentre in patria si facevano conferenze sulla famiglia e la sua importanza, lì ad ogni passo della vita quotidiana si poteva osservare qualcuno con un tesserino “magico” con scritto “famille nombreuse” (da tre figli in su), per avere tutte le facilitazioni del caso. Stupiva constatare come una società laica in qualsiasi momento fosse così concretamente sensibile alla famiglia.  È l’agire che risolve e fa avanzare. Non l’azione “incantatoria” della parola o della promessa... 

 

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Dio_attende alla frontiera